UN MUSEO PER TUTTI

Tooteko è la Start Up che rende l’arte accessibile ai non vedenti, attraverso il tatto e l’udito.
Di Serena Ruffato, CEO & CO-founder Tooteko

Lorenzo Ghiberti (1378-1455) alla presenza di una statua classica veduta a Padova ebbe a dire: “… ha moltissime dolcezze, le quali il viso non le comprende, né con forte luce, né con temperata, solo la mano a toccarla le trova”. Ed ancora estasiato e commosso, davanti ad una statua classica vista a Roma: “..in questa era moltissime dolcezze, nessuna cosa il viso scorgeva, se non col tatto la mano la trovava”(Commentari, III libro, 3° capitolo).

Viviamo in un mondo di immagini, in cui il senso della vista sembra fare da egemone. Ma se ribaltassimo la prospettiva in cui guardiamo il mondo e pensassimo di fruirlo in maniera esperienziale, ci accorgeremmo che “tutti i sensi, vista compresa, sono estensioni del senso del tatto” (nota 1). Ci rendiamo conto dell’importanza del senso del tatto solo in casi eccezionali, quando per esempio, d’improvviso ci troviamo al buio e per orientarci utilizziamo le mani, o quando ci viene negata la possibilità di toccare.

Quante volte in un museo abbiamo provato l’incontenibile desiderio di toccare un’opera d’arte? E se al museo fosse OBBLIGATORIO TOCCARE? Questa è la mission di Tooteko, un progetto che mira a rendere fruibile il mondo dell’arte in maniera interattiva e multisensoriale, attraverso l’esperienza tattile integrata con contenuti audio-visuali. Un’esperienza accessibile a tutti, anche a coloro che non vedono, ma che “guardano” il mondo con il tatto e con l’udito.


Cos’è Tooteko
Ho davanti a me un modello in scala ridotta di una architettura, o di un’opera d’arte, o di una porzione di città, o di una parte di territorio. Lo posso toccare, ne posso sentire i materiali, distinguere i dettagli con i polpastrelli. Immaginiamo adesso che, mentre sto “navigando” questo oggetto con le mani, io ne possa ascoltare anche la voce: qualcuno mi racconta, di quell’oggetto, delle storie. Comincio a far scorrere le mani sulla superficie del modello, il mio bracciale vibra, mi soffermo più a lungo e in quel momento inizia la spiegazione: “Ciao! Mi chiamo Nike, sono una giovane dea alata, vuoi conoscere la mia storia? Ti basterà toccare i dettagli della mia statua ed io ti svelerò chi sono, da dove vengo e per quale motivo ho perso la testa!…”.

Questa è l’esperienza che Tooteko mi dà la possibilità di fare, a me bambino che amo sentire storie e usare le mani per capire davvero, a me appassionato di arte e scultura, a me semplice curioso che visito un museo della scienza, e anche a me, non vedente, che per la prima volta posso toccare e sentire allo stesso tempo senza un accompagnatore al fianco, in completa autonomia. Tooteko consiste di due elementi di base: una replica in scala dell’opera d’arte con sensori che rilevano la posizione della mano del visitatore e un anello intelligente in grado di interagire via Bluetooth con tablet o smartphone. Si basa sulla tecnologia NFC (Near Field Communication), una tecnologia per l’identificazione automatica di informazioni basata sulla capacità di memorizzazione di dati da parte di particolari etichette elettroniche, chiamate tag e sulla capacità di queste di rispondere all’interrogazione a corto raggio (massimo 10 cm) da parte di appositi apparati fissi o portatili, chiamati reader. L’identificazione avviene mediante radiofrequenza, grazie alla quale un reader è in grado di comunicare le informazioni contenute nei tag che sta interrogando; il lettore emette un campo elettromagnetico che eccita il tag permettendogli di comunicare le informazioni in esso archiviate. Nello specifico, l’anello Tooteko contiene un lettore NFC e un trasmettitore Bluetooth.

È dunque in grado di riconoscere e leggere tag NFC e di trasmettere via Bluetooth informazioni audio-video a dispositivi mobili, come tablet o smartphone. L’idea è quella di creare un museo accessibile, un percorso espositivo costituito da modelli tridimensionali tattili posizionati di fronte all’opera d’arte originale. I modelli saranno dotati di sensori NFC e il visitatore grazie all’anello connesso ad una audioguida (o al proprio smartphone), potrà fruire dell’opera d’arte in maniera multisensoriale, toccando la superficie tridimensionale e ascoltandone i contenuti descrittivi. Obiettivo a medio/lungo termine del progetto è quello di costituire una rete di musei che ospitino le repliche audio tattili delle proprie opere più significative.

Questo per far sì che anche i disabili visivi possano accedere alle opere d’arte nel loro contesto originario, e non in un “museo delle repliche” riservato ai non vedenti. I musei che aderiranno al progetto entreranno a far parte della rete dei musei accessibili ai disabili visivi, alle loro famiglie, alle scuole, alle associazioni, e in generale al turismo 2.0 che sta nascendo intorno al mondo della disabilità. La cecità non è mutilazione ma apertura dello sguardo sul tempo ancora incognito degli uomini, e conferisce l’abilità di vedere al di là del visibile cui si fermano gli occhi di coloro che non vedono abbastanza lontano (Le Breton) (nota 2).

Nel progetto Tooteko il coinvolgimento delle categorie deboli è una necessità e non un adempimento; le categorie deboli diventano forti in quanto indispensabili e insostituibili per il corretto funzionamento del sistema. A differenza della maggior parte dei progetti che riguardano le disabilità, o che devono prevedere la possibilità di accesso da parte di disabili, in Tooteko si coinvolgono i soggetti direttamente interessati fin dalla fase di concept del progetto. Vale a dire che i disabili visivi sono chiamati a fornire la loro consulenza diretta in tutte le principali fasi di produzione, al fine di garantire un prodotto efficace, funzionale, veramente utile, “usabile” e non un semplice adeguamento alla legislazione per la parità di accesso ai beni pubblici. I disabili visivi sono chiamati a mettere in comune il loro sapere e la loro competenza tiflologica specifica in almeno due aspetti fondamentali della filiera: in quanto esperti di percezione tattile, hanno il compito di dare indicazioni al modellatore sulle operazioni da svolgere sul modello per renderlo accessibile all’esplorazione, di verificare l’efficacia della copia e di segnalare eventuali anomalie.

In qualità di addetti alla compatibilità dei testi hanno il compito di verificare i contenuti audio relativi all’opera con l’immaginario percettivo dei non vedenti. Una ricaduta non secondaria di questo coinvolgimento riguarda il fatto che le repliche audio tattili di Tooteko sono pensate con e per i ciechi, ma possono essere “usate” da tutti: ne consegue che anche le persone che non hanno disabilità visive avranno l’opportunità di conoscere la straordinaria profondità che una esperienza non (esclusivamente) visiva può assumere, e di apprezzare le infinite sfumature che può restituire una traduzione che si basa su sensi meno olistici della vista, ma fondati su una dimensione narrativa che si svolge nel tempo. Ecco che allora “si scoprono nuove possibilità di lettura e di fruizione dell’opera d’arte, capaci di sollecitare ed integrare tutta la nostra sensorialità, dai valori visivi ai valori tattili, da quelli uditivi a quelli olfattivi.

Si arricchisce, dunque, la nostra capacità di vedere e sentire il mondo, di prestare attenzione ad aspetti prima non considerati, dandoci così nuove possibilità di stupore e di commozione!” (nota 3).

Grazie al network offerto dai percorsi di incubazione e accelerazione di impresa (Eye Foucus Accelerator Berlin, TIM Wcap Bologna, Edison Pulse Milano), Tooteko sta testando altri mercati potenziali a cui applicare il sistema. In particolare Tooteko sta rivolgendo l’attenzione al mercato B2C (Business to Consumer) declinando il dispositivo museale per applicazioni destinate ad usi più quotidiani da destinarsi al campo farmaceutico, daily life o edutainment.

I sensori NFC potrebbero essere applicati alle scatole dei medicinali, permettendo ad un minorato visivo o ad un anziano, di accedere alle informazioni contenute all’interno della confezione (data di scadenza, posologia, foglietto illustrativo..) con un semplice gesto, semplicemente ascoltandole.

Tooteko sta inoltre lavorando ad un bracciale in grado di interagire via Bluetooth con il proprio smartphone.

L’idea è quella di permettere a non vedenti e ipovedenti di poter accedere alle applicazioni del cellulare attraverso semplici comandi gestuali, grazie ad un accelerometro interno. In questo modo, Tooteko permette il controllo da remoto del dispositivo mobile, mantenendo le mani libere, spesso già impegnate dal bastone e/o dal cane guida, e comunque utili e necessarie all’orientamento e alla sicurezza, sia in casa che fuori.

Tooteko fungerà da reminder con vibrazioni e suoni differenti per avvisare di chiamate, messaggi, mail in arrivo e avrà in dotazione, di serie, alcune applicazioni utili alla gestione dello smartphone, attivabili attraverso semplici gesture della mano, programmabili a piacere: avviare chiamate, ascoltare l’ultimo messaggio ricevuto (sms, mail), conoscere lo stato della batteria dello smartphone (e del wearable device), orologio parlante, far squillare il cellulare (es: per localizzarlo nel caso venisse smarrito)… Sono molti i prodotti nati e concepiti per risolvere problematiche legate alle disabilità e diventati ben presto oggetti di uso comune per tutti. Oggetti che utilizziamo quotidianamente come il pelapatate, la cannuccia, il trolley o ancora il telecomando. Stiamo ampliando le prospettive di applicazione del sistema, per far sì che anche Tooteko, nato e pensato per i non vedenti, diventi uno strumento utile a tutti. Secondo il principio del Design for All: se un oggetto è funzionale e fruibile da persone con disabilità, a maggior ragione lo sarà anche per una persona normodotata.

Note:
nota 1: Pallasmaa J., Gli occhi della pelle. L’architettura e i sensi, Jaca Book , 2007
nota 2. Le Breton D., Il sapore del mondo. Un’antropologia dei sensi, Milano, Cortina Raffaello Editore, 2007
nota 3: Socrati A., Per una pedagogia speciale dell’arte. In: L’arte a portata di mano. Verso una pedagogia di accesso ai Beni Culturali senza barriere, Museo Omero, 2005

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