IL KILLER SILENZIOSO

La morte improvvisa è un killer silenzioso che si avvale quasi sempre di alcuni complici, identificati come fattori ambientali. Ma esiste anche la predisposizione genetica.
Intervista a Emanuele Micaglio, genetista cardiovascolare, Policlinico San Donato di Milano

Il suo lavoro può essere paragonato a quello di un investigatore che interviene quando il killer ha già colpito: una vita, spesso giovane, è stata improvvisamente stroncata. Emanuele Micaglio è un genetista cardiovascolare che si occupa di diagnostica e terapia cardiologica presso il Policlinico San Donato di Milano. Uno dei principali campi in cui lavora sono le cause genetiche della morte improvvisa.

La morte improvvisa è una naturale cessazione dell’attività cardiaca, preceduta da perdita di coscienza, che si verifica entro un’ora in soggetti con o senza patologie cardiache note.

Tale condizione può insorgere a qualsiasi età ma in molti casi interessa persone giovani, è caratterizzata da un decorso clinico rapidissimo e al momento non prevedibile. Sembra infatti che l’evento sia la conclusione di un processo patologico silente, iniziato molto tempo prima e associato a segni clinici talmente subdoli da essere quasi sempre sottovalutati. Secondo recenti stime, la morte improvvisa colpisce una persona ogni 1000 all’anno, per un totale di circa 50.000 decessi in Italia e circa 350.000 negli Stati Uniti. Queste statistiche provengono da Paesi dove la sanità è piuttosto efficiente: ancor oggi non abbiamo un’idea realistica sulle dimensioni del problema in aree geografiche con standard assistenziali meno elevati. Comunque, si stima che nel mondo si verifichi un caso di morte improvvisa ogni 9 minuti: il 90% è attribuibile ad una malattia cardiovascolare (nota o misconosciuta).

Tutta l’intervista a Emanuele Micaglio su DA Online

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