Staging of Mental Disorders: Systematic Review

X-ray image of a human head brain

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Autore del lavoro candidato: Fiammetta Cosci

SINTESI CONTENENTE UNA BREVE DESCRIZIONE DEL LAVORO SVOLTO E DEI RISULTATI OTTENUTI: Stadiare permette di caratterizzare un disturbo in base alla gravità, alla durata, allo sviluppo ed alle caratteristiche cliniche. La stadiazione è largamente utilizzato in molte discipline mediche (es., cardiologia, oncologia, reumatologia) ma poco o per niente in psichiatria ed in psicologia clinica. Lo scopo di questa revisione sistematica della letteratura è stato riassumere in modo critico gli strumenti attualmente disponibili in letteratura per riprodurre e standardizzare le intuizioni cliniche che riguardano la formulazione della stadiazione della patologia psichiatrica. Una ricerca ampia ed sistematica della letteratura è stata condotta sui seguenti motori di ricerca MEDLINE, PsycINFO, EMBASE e Cochrane dall’inizio al maggio 2012. Le parole chiave utilizzate sono state: ‘stage/staging’ AND ‘psychiatric disorder/mental disorder/schizophrenia/mood disorder/anxiety disorder/substance use disorder/eating disorder’. E’ stato possibile includere nella revisione un totale di 78 studi. Si tratta di studi che parlano specificatamente o che si riferiscono a schizofrenia, depressione unipolare, disturbo bipolare, disturbo di panico, disturbi da uso di sostanze, anoressia e bulimia nervosa. La letteratura indica che tali disturbi hanno uno sviluppo longitudinale o una storia di trattamento che può essere categorizzata secondo stadi. Abbiamo quindi proposto un modello di stadiazione per ogni disturbo psichiatrico menzionato affinché sia immediatamente utilizzabile nella pratica clinica di psichiatri e psicologi. I modelli di stadiazione proposti sono uno strumento innovativo per valutare ed inquadrare i pazienti in ambito psichiatrico e psicologico. La caratterizzazione di ogni stadio della malattia permette di identificare differenze prognostiche e di trattamento in pazienti che altrimenti sembrerebbero illusoriamente uguali in quanto condividono la stessa etichetta diagnostica.

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