Musicoterapia: basi scientifiche e impatto clinico in ambito neurologico

download (1)Autore del lavoro candidato: Alfredo Raglio

SINTESI CONTENENTE UNA BREVE DESCRIZIONE DEL LAVORO SVOLTO E DEI RISULTATI OTTENUTI: La terapia con la musica può essere considerata una delle principali risorse non farmacologiche nel trattamento di numerose alcune delle quali in ambito neurologico. Tale peculiarità deriva essenzialmente dall’impatto della musica sul nostro cervello e sulla nostra psiche ormai ampiamente documentato in letteratura sul piano clinico e neuroscientifico. La ricerca si è sviluppata nel contesto neurologico privilegiando l’ambito delle demenze estendendosi anche ad altre gravi e invalidanti patologie (degenerative e non) quali la sclerosi laterale amiotrofica, i disordini della coscienza, lo stroke (con particolare riferimento alla condizione di afasia a esso conseguente) (si vedano gli studi clinici allegati). Una parte della ricerca ha introdotto l’utilizzo delle nuroimmagini (fMRI) già sperimentate in ambito musicale ma non ancora in ambito musicoterapeutico. Tale approccio neuroscientifico risulta essere un’interessante risorsa non solo per la valutazione degli effetti prodotti dall’intervento musicoterapeutico ma anche per una possibile spiegazione degli stessi. Si tratta del primo lavoro di ricerca (in ambito internazionale) in cui viene utilizzata una tecnica di neuroimaging per valutare dal punto di vista neuroanatomico le aree cerebrali coinvolte nel processo musicoterapeutico (approccio attivo) (si veda lo studio allegato pubblicato sulla rivista Brain Imaging and Behavior). A prescindere dalla caratterizzazione clinica ciò che accomuna gli studi è l’intervento (basato sulla componente non verbale/sonoro-musicale) in contesti nei quali si pone la necessità di individuare nuovi approcci comunicativo-relazionali e di attivazione psico-fisica che tengano conto dell’inesorabile declino cognitivo e della comparsa di importanti disturbi neurologici e psico-comportamentali che compromettono pesantemente le autonomie e il livello di qualità di vita. In questo senso l’elemento sonoro-musicale può costituire un efficace mediatore nella relazione (sviluppando momenti di espressione, modulazione e condivisione emotiva) e attivare globalmente la persona. • Case Report: Musicoterapia e demenza frontotemporale (Raglio et al., 2012, Journal of the American Geriatrics Society). Il lavoro presenta risultati inerenti un evidente effetto della musicoterapia nella riduzione dei disturbi del comportamento con un mantenimento dei risultati anche a distanza di 1 mese dalla conclusione del trattamento. Vengono segnalati anche cambiamenti positivi (descritti qualitativamente) sul piano comunicativo-relazionale. • Studio crossover: Musicoterapia e ascolto musicale individualizzato nelle demenze (Raglio et al., 2013, Journal of the American Geriatrics Society). La musicoterapia attiva mostra dati più significativi rispetto all’ascolto musicale nel trattamento dei disturbi psico-comportamentali. L’ascolto riduce comunque l’agitazione nei pazienti trattati. • Studio Randomizzato Controllato: Musicoterapia, ascolto musicale individualizzato e standard of care nelle demenze (Raglio et al., 2015, Journal of the American Geriatrics Society). Lo studio multicentrico (che ha coinvolto 9 istituzioni sul territorio nazionale) ha coinvolto un elevato numero di pazienti (n=120) e ha mostrato un trend significativo per tutti i trattamenti. La musicoterapia ha ridotto in modo più marcato i disturbi del comportamento (in particolare ansia e deliri) oltre che aver aumentato la comunicazione-relazione nei pazienti trattati. Gli studi inerenti le demenze sono stati completati con una approfondita analisi della letteratura da cui, in collaborazione con alcuni esponenti dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, sono scaturite raccomandazioni inerenti l’utilizzo della musica e della musicoterapia nell’ambito delle demenze (Raglio et al., 2012, Maturitas). Un altro fondamentale passaggio ha portato alla definizione di un modello di intervento terapeutico-riabilitativo nelle demenze (“Global Music Approach to Dementia”, GMA-D) basato sull’utilizzo della musica (Raglio et al., 2014, Clinical Interventions in Dementia). Tale modello è attualmente in fase di sperimentazione. • Case Series: Musicoterapia e disordini della coscienza (Raglio et al., 2014, Journal of Neurology). Lo studio ha evidenziato come la musicoterapia possa produrre effetti sul piano fisiologico (riduzione significativa della pressione sistolica e diastolica nel gruppo di pazienti più compromessi, stato vegetativo) e comunicativo-comportamentale (aumento di comportamenti che esprimono intenzionalità comunicativa e coinvolgimento durante l’interazione sonora nel gruppo di pazienti meno compromessi, stato di minima coscienza) • Studio Randomizzato Controllato: Musicoterapia e afasia in pazienti con stroke (Raglio et al., 2015, International Journal of Neuroscience). Lo studio analizza gli esiti dell’intervento musicoterapeutico vs intervento logopedico sugli aspetti del linguaggio e psicologici. I risultati mostrano significativi miglioramenti nel “linguaggio spontaneo” (sub-item della Aachener Aphasie Test, scala relativa al linguaggio) e nel parametro “vitalità” (sub-item del questionario SF36 relativo alla qualità di vita) nel gruppo sottoposto a musicoterapia. • Studio Randomizzato Controllato: Musicoterapia e Sclerosi Laterale Amiotrofica (Raglio, 2015, Tesi di Dottorato). Lo studio compara 2 gruppi di pazienti di cui uno sottoposto a “standard of care” e intervento musicoterapeutico e l’altro a “standard of care”. Il gruppo sottoposto a intervento musicoterapeutico mostra un cambiamento maggiormente significativo nella qualità di vita e un trend positivo negli aspetti inerenti la comunicazione/relazione. • Musicoterapia e fMRI (Raglio et al., 2015, Brain Imaging and Behavior): lo studio ha esplorato gli effetti dell’approccio musicoterapeutico attivo utilizzando le neuroimmagini e integrando un approccio clinico con evidenze neuroscientifiche. Lo studio mostra come l’ascolto di frammenti significativi dal punto di vista emotivo-relazionale (vs frammenti non significativi) tratto da sedute di musicoterapia realizzate con soggetti sani attivi significativamente alcune aree (in particolare area mediale prefrontale e precuneo) quando vengono proposti frammenti audio che riguardano parti emotivamente rilevanti di seduta. Ciò risulta essere coerente con studi precedenti che mostrano che tali aree si attivano in presenza di situazioni autobiografiche e interpersonali particolarmente significative dal punto di vista relazionale ed emotivo. Si tratta del primo studio con fMRI (tra quelli reperibili in letteratura) in cui viene utilizzato materiale tratto da sedute di musicotera pia.

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