Nuova tecnica di Chirurgia Radio-Guidata con radiazione beta-

700_dettaglio2_trapianto-medici-operazioneAutore del lavoro candidato: Riccardo Faccini

SINTESI CONTENENTE UNA BREVE DESCRIZIONE DEL LAVORO SVOLTO E DEI RISULTATI OTTENUTI: La chirurgia radioguidata è finalizzata all’identificazione dei residui tumorali in modo tale da permettere una completa resezione in sede operatoria. La tecnica prevede l’iniezione di una sostanza radioattiva (un radiofarmaco) che tende a legarsi alle cellule tumorali. Si attende che il farmaco sia metabolizzato e poi, durante l’operazione per l’asporto del tumore, si usa un dispositivo (sonda) in grado di rivelare la radiazione per individuare i tessuti di dubbia origine tumorale. Alla fine della resezione, sempre durante l’operazione, si può usare la stessa sonda per verificare se siano rimasti residui. I radiofarmaci utilizzati comunemente emettono raggi gamma in grado di attraversare grossi spessori di materiale. Questo tipo di raggi però presenta un doppio limite: se c’è un organo fortemente captante in prossimità del tumore, esso emette un segnale che oscura qualunque segnale proveniente dai residui tumorali. Il personale medico inoltre viene investito da una significativa dose di radiazioni. Queste limitazioni rendono la chirurgia radioguidata non applicabile a tumori come quelli cerebrali a causa dell’alta captazione del cervello sano, dell’addome per la vicinanza di reni, vescica e fegato e per i tumori pediatrici a causa delle dimensioni ridotte. Per superare queste limitazioni il nostro gruppo di ricerca ha sviluppato un cambio di paradigma, cioè utilizzare radiofarmaci che emettano radiazione β-, invece che gamma: gli elettroni infatti hanno una capacità penetrante ridotta rispetto ai fotoni. Il vantaggio di questa innovazione è che la scarsa penetrazione degli elettroni nei tessuti evita il problema della contaminazione da parte di organi sani captanti, e inoltre limita significativamente la radioattività assorbita dal personale medico. Da quando il nostro gruppo di ricerca ha avuto questa idea nel 2012 abbiamo: • sviluppato e testato in laboratorio prototipi di sonda intraoperatoria • identificato casi di clinici di interesse ed effettuato la valutazione della sensibilita’ della tecnica • condotto i primi test su paziente in un caso clinico specifico (meningioma) per verificare il funzionamento del meccanismo di trasporto e rivelazione della radiazione Negli anni si è andata anche costituendo una collaborazione tra Fisici, Medici Nucleari, Oncologi, Chimici e Radiofarmacisti che intende portare avanti la ricerca a livello clinico. E’ importante sottolineare che si candida la parte “fisica” della ricerca, quella che ha dato il via a questa tecnica, aprendo nuove prospettive alla medicina nucleare in ambito oncologico. Va anche sottolineato che la provenienza del gruppo di ricercatori che ha sviluppato questa idea, rilevante per la Medicina Nucleare, da un ambito completamente diverso (la fisica di base delle particelle elementari) ha facilitato il cambio di paradigma che è la vera innovazione di questa ricerca.

 

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