Impatto dei disturbi mentali sull’invecchiamento cellulare. Verso una nuova comprensione del rapporto mentecorpo

analisi-del-dna-mitocondrialeAutore del lavoro candidato: Francesco Saverio Bersani

SINTESI CONTENENTE UNA BREVE DESCRIZIONE DEL LAVORO SVOLTO E DEI RISULTATI OTTENUTI:

I disturbi psichiatrici rappresentano una delle principali cause di morbilità, disabilità e mortalità a livello globale. Le persone affette da malattie psichiatriche hanno un rischio significativamente maggiore rispetto alla popolazione generale di sviluppare malattie quali aterosclerosi, ipertensione, ictus, cardiopatie, osteoporosi, deficit cognitivi, disturbi del sistema immunitario, obesità, sindrome metabolica, insulinoresistenza e diabete. Tali evidenze indicano che i disturbi psichiatrici possono portare ad un precoce deterioramento della fisiologia dei principali apparati del corpo umano, suggerendo una forte connessione tra i processi “mentali” e i processi patologici somatici. I recenti progressi nel campo della genetica molecolare offrono nuove direzioni per la ricerca sui meccanismi di disfunzione ed invecchiamento cellulare legati alla fisiopatologia dei disturbi mentali. I telomeri, sequenze di DNA situate alle estremità dei cromosomi che si erodono con il normale invecchiamento, e il DNA mitocondriale, il DNA collocato nei mitocondri la cui quantità diminuisce con il passare del tempo, offrono una potenziale misura di questi processi. Lo studio \”Impatto dei disturbi psichiatrici sull’invecchiamento cellulare. Verso una nuova comprensione del rapporto mentecorpo\”condotto presso la Sapienza Università di Roma e la University of California San Francisco, ha dimostrato che pazienti affetti da disturbi psichiatrici (disturbo depressivo maggiore, disturbo posttraumatico da stress e disturbo bipolare) hanno livelli di lunghezza telomerica e/o di DNA mitocondriale ridotti rispetto a persone sane (segni di aumentata senescenza/disfunzione cellulare) e associati al grado di severità sintomatologica. I risultati dello studio indicano un nuovo elemento cellulare di rilevo nella fisiopatologia di questi disturbi (telomeri e DNA mitocondriale), contribuiscono a spiegare l’alto tasso di morbilità, disabilità e mortalità osservati nei pazienti con malattie psichiatriche, e suggeriscono nuovi possibili target di intervento terapeutico.

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