Marcatori dello stress ossidativo sistemico nella diagnosi precoce della demenza

3d10c9c21f6f61faeefd4aa27b190def_GenericAutore del lavoro candidato: Arianna Romani

SINTESI CONTENENTE UNA BREVE DESCRIZIONE DEL LAVORO SVOLTO E DEI RISULTATI OTTENUTI:
La demenza è definita come incapacità cronica e progressiva di acquisire ed utilizzare le funzioni cognitive, con conseguenti problemi della memoria, di gestione della vita quotidiana fino a riduzione della capacità di comunicazione, di controllo emozionale e coscienza di sè. Attualmente circa il 6% della popolazione sopra i 65 anni e tra il 20-40% degli over 85 presentano demenza, soprattutto nei paesi più sviluppati. Circa il 60% dei casi è causato dalla malattia di Alzheimer, patologia neurodegenerativa che comporta un deterioramento delle funzioni sinaptiche e una perdita di neuroni cerebrali, mentre il 20% è associato a patologie cardiovascolari (demenza vascolare, VaD) [1]. Numerose evidenze in vitro e in modell i animali riconoscono un ruolo centrale dello stress ossidativo nel processo neurodegenerativo alla base di queste patologia. Ciò nonostante, gli studi sull’uomo ad oggi disponibili, non sempre concordano nell’individuare i meccanismi che portano all’insorgenza e alla progressione delle diverse forme di demenza [2]. Allo scopo di individuare marcatori ossidativi sierici, in grado di riflettere le variazioni dello stato ossidativo cerebrale dei soggetti malati rispetto ai controlli non dementi, il presente lavoro è stato condotto in soggetti con lieve deficit cognitivo (MCI), malati di Alzheimer ad insorgenza tardiva (LOAD) o VaD e comparati a soggetti non dementi (controlli). I marcatori misurati nel corso dello studio comprendono: 1) indici di danno ossidativo ai lipidi e proteine 2) antiossidanti a basso peso molecolare non-enzimatici 3) antiossidanti enzimatici. I principali risultati ottenuti evidenziano una significativa relazione tra lo sbilancio ossidativo e diagnosi di demenza. I dati dimostrano come lo sbilancio ossidativo sia un evento precoce, già presente nelle forme iniziali di deficit cognitivo. Alcuni dei marcatori esaminati sembrano in grado di discriminare i soggetti in fase clinica o preclinica dai soggetti sani, tuttavia risulta più complessa la separazione tra pazienti con MCI (considerata come la fase prodromica della demenza), rispetto ai pazienti in fase clinica (LOAD o VaD). Inoltre, i soggetti che sviluppano demenza vascolare evidenziano uno sbilancio di marcatori ossidativi prevalentemente implicati nelle patologie vascolari [3]. Uno dei marcatori antiossidanti esaminati (Paraoxonasi-1: PON-1) sembra inoltre in grado di discriminare 2 anni in anticipo, la progressione degli MCI che sviluppano una demenza vascolare rispetto a quelli che non convertono [4]. REFERENZE: [1] World Health Organization. Dementia. Fact sheet 2015;362. [2] Di Domenico F, Coccia R, Butterfield DA, et al. Circulating biomarkers of protein oxidation for Alzheimer disease: expectations within limits. Biochim Biophys Acta. 2011;1814(12):1785-95. [3] Cervellati C, Romani A, Seripa D, et al. Systemic oxidative stress and conversion to dementia of elderly patients with mild cognitive impairment. Biomed res int. 2014;2014:309507. [4] Cervellati C, Trentini A, Romani A, et al.Paraoxonase and Arylesterase activities of paraoxonase-1 (PON-1), mild cognitive impairment, and 2-year conversion to dementia. A pilot study. J Neurochem. 2015;135(2):395-401.

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